La fisica dietro Star Trek Discovery

Recensione serie tv

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Star Trek Discovery Crew
Ora che è finita l’ultima puntata di Star Trek Discovery, siamo tutti alla ricerca di nuove serie da vedere su Netflix o altrove. Dopo serate e serate trascorse sul divano, posso ritenere di essere ormai giunta ad uno stato di pigrizia sociale tale da poter elargire consigli sulle serie TV. Yuppi!!

In questo caso, essendo evidentemente abbastanza fissata con tutto ciò che riguarda lo spazio, mi concentrerò sulle serie di fantascienza astronomica. Premessa non necessaria ma dovuta: non sono una critica cinematografica!
Quello che voglio dirvi è che non andrò a spulciare il perchè e percome funziona una determinata serie ma mi concentrerò sugli aspetti scientifici che mi sono piaciuti o non piaciuti di una determinata serie.

Iniziamo subito questa rubrica con la serie di fantascienza per antonomasia!

Star Trek Discovery

Si tratta sicuramente dalla regina delle serie tv, ormai da più di mezzo secolo, dato che il primo episodio è uscito l’8 settembre del 1966 negli Stati Uniti.

Già il fatto che la serie sia interamente ambientata su una navicella spaziale dedicata alla ricerca scientifica dovrebbe di per sé essere un motivo per guardarla. Diciamo che sulla USS Discovery accadono cose che sulle altre navicelle non accadono. E che sulle altre navicelle non sanno neanche che queste cose possano accadere. Schhhttt!

Ciao ciao, motore a curvatura. Benvenuto, motore a spore

Tanto per iniziare riescono a viaggiare nello spazio a velocità record grazie al “motore a spore”. Un nuovo tipo di combustibile basato sul micelio che permette di fare salti nello spazio rendendo obsoleta la velocità luce e di curvatura. Questa nuova modalità di viaggio, che permettere di percorrere 90 anni luce in 1,3 secondi, è stata scoperta grazie al bestione che vedete qui sotto.

Tardigrado in Star Trek Discovey
Ditemi se non ricorda anche a voi, in formato macro, un tardigrado. Su StarTrek grazie al suo DNA iniettato, un ufficiale scientifico riesce a controllare il motore a spore permettendo alla Discovery di anticipare qualsiasi altra nave.
Sulla Terra invece questi esseri esistono davvero! Sono minuscoli e si muovono molto lentamente, come indica il nome che viene dal latino tardigrădus, composto da tardus “lento” e di gradi “camminare”. Vengono quasi considerati “immortali”: possono sopravvivere per decenni senza bere e mangiare, esposti a temperature infernali di +150° e –200°. Li abbiamo anche testati nel vuoto e nel gelo dello spazio lasciandoli per mesi senza ossigeno. E sono sopravvissuti. Saranno probabilmente i Tardigradi gli ultimi essere viventi a camminare – seppur lentamente – sul nostro pianeta.
Tardigradi sulla Terra

A spasso nel tempo coi wormhole

Poi, oltre a questi interessanti nuovi mezzi di spostamento nello spazio, ci sono anche degli spostamenti in altre dimensioni: attraverso universi paralleli con salti nel multiverso ed anche nel tempo attraverso dei wormhole. Ma non vi rivelo altro sulla sceneggiatura, parliamo dei wormhole e di come se ne è ipotizzata l’esistenza prettamente a livello matematico. Si tratterebbe di un ipotetico “buco” nel tessuto dello spaziotempo che si potrebbe – sempre ipoteticamente – utilizzare per spostamenti da un punto all’altro dell’Universo o meglio ancora del Tempo. Così come accade al Red Angel della saga.

Wormhole Star Trek
Come nasce la teoria, perché solo di teoria si tratta, dei wormhole? Come soluzione ad un problema matematico legato alle equazioni di campo di Einstein. I wormhole sono anche chiamati “ponti di Einstein-Rosen” (Einsten aveva un collega che si chiamava Nathan Rosen) perché sono appunto questi due scienziati a teorizzarne l’esistenza per primi. Questi cunicoli spazio-temporali potrebbero essere soltanto delle soluzioni matematiche delle equazioni di Einstein e non avere senso fisico alcuno, oppure averne…

Il problema è che è difficile rispondere a questo quesito per vie sperimentali. Così come un’equazione matematica di secondo grado ha due soluzioni; se per risolvere un problema fisico abbiamo bisogno di una equazione di secondo grado alla fine dovremo scartare una delle due soluzioni matematiche. Di solito si usa la proprio conoscenza empirica per scartare la soluzione errata. Il problema dei wormhole è che non sappiamo quale soluzione sia giusta. E questa è una di quelle possibili!

Discovery: un nome un programma

Ultimo ma non meno importante, la USS Discovery si chiama come il terzo degli Space Shuttle della NASA, operativo fino al 2011. La quale a sua volta deve il proprio nome all’astronave Discovery del film 2001: Odissea nello spazio. A sua volta ispirata alla nave HMS Discovery, che trasportò l’esploratore James Cook nell’ultimo dei suoi tre viaggi. Insomma un bel viaggio nella storia. Del resto anche il primo degli Shuttle venne chiamato Enterprise, come l’astronave più famosa di sempre. I registi hanno solo restituito il favore.

Anche il numero di registrazione delle nave ha un suo perché: NCC-1031. Infatti il giorno di Hallowen, in America 10/31, è il giorno preferito di Bryan Fuller, uno degli sceneggiatori della serie .
Discovery Star Trek
Parlando di wormhole, cosa ci riserva il futuro?
Sicuramente 2 nuove serie, una che seguirà le avventure della Discovery su Netflix ed un’altra invece dedicata inaspettatamente a Jean-Luc Picard su Amazon Prime. Qui puoi vedere il trailer
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Scritto da

Alessandra Frontini

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