I luoghi più bui delle Marche (e come raggiungerli)

Consigli di itinerari alla ricerca del buio

Spoiler: se non sei marchigiano salta direttamente alla fine dell’articolo. Ci sono dei consigli che ti saranno molto utili per cercare i luoghi bui più vicini a te.

Questo articolo tenta l’ardua impresa di elencare i luoghi più bui della nostra Regione. Fare una selezione è stato difficile. Ho cercato di inserire luoghi facili da raggiungere, alcuni anche in auto, accessibili a chi ha bambini o telescopi. Perché è ovvio che se salirai fino ai 2.476 metri del Monte Vettore ti attenderà un cielo mozzafiato, ma i 1.000 metri di dislivello non sono proprio alla portata di tutti.

I luoghi inseriti sono perlopiù di montagna: la maggior parte dell’inquinamento luminoso italiano è confinato alle coste. En passant ti do anche una brutta notizia. L’Italia detiene il primato come nazione con più inquinamento luminoso al mondo, assieme alla Corea del Sud. Solo 1 italiano su 10 è riuscito a contemplare la Via Lattea. Con questa guida spero di poter aiutare – nel mio piccolo – ad aumentare questa percentuale!

Piani di Ragnolo

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è senza dubbio uno dei luoghi più bui della nostra regione e vanta diversi itinerari facili, quindi sarà un luogo ricorrente in questa nostra passeggiata virtuale.

I Piani di Ragnolo sono un altopiano mozzafiato a 1.500 metri di quota. Hanno la fortuna di essere in piano – come suggerisce il nome – ma abbastanza in alto e quindi distanti dall’umidità del mare. Per raggiungerli, inserisci nel navigatore Valico di Santa Maria Maddalena, località Bolognola e una volta arrivato alla famosa casetta rossa troverai un ampio parcheggio ai lati della strada. Lascia lì l’auto e guardando la casetta, prendi il largo sentiero che sale sulla destra. Dopo questo breve tratto in salita giungerai ai famosi Piani. Da là il tramonto e la volta stellata saranno indimenticabili. Questo luogo è perfetto sia d’estate che d’inverno, con la neve fresca è il posto ideale per delle ciaspolate stellari. Da appuntare per tutto l’anno!

Percorso: Valico Maddalena – Piani di Ragnolo – Punta Ragnolo – Valico Maddalena
Lunghezza: 7 km
Dislivello: 100 m
Difficoltà: turistica
Tempo di percorrenza: 1 ora

Piani di Ragnolo e Via Lattea

La casetta rossa dei Piani di Ragnolo. © Matteo Mazzoni

Rifugio del Fargno

Nelle Marche abbiamo un rifugio che è soprannominato “rifugio delle stelle”, ce ne potremo pur vantare, no? Se possibile da lassù si vedono anche più stelle che da Ragnolo. I due luoghi sono abbastanza vicini ma il Fargno e l’omonimo passo restano incastrati tra le montagne e sono meno esposti all’inquinamento della costa.

Con i suoi 1.820 s.l.m. si tratta del rifugio gestito più alto delle Marche. Puoi raggiungere il Rifugio a piedi parcheggiando agli impianti di sci di Bolognola, oppure se la strada è aperta e disponi di un fuoristrada puoi provare a salire fino al rifugio. Ad attenderti ci sarà il rifugista Andrea Salvatori, che puoi contattare in qualsiasi momento, e tutto il suo staff con dei pasti caldi con prodotti locali. Da non perdere la SDS, la sardella dei sibillini, una specialità della zona. È possibile anche pernottare, fino a 20 persone, ed utilizzare il rifugio come base per meravigliose escursioni sui Monti Sibillini. Ma il vero spettacolo inizia la notte, quando si può apprezzare la Via Lattea ad occhio nudo non appena usciti dal tepore del rifugio!

Percorso: Piazzale di Pintura – Rifugio Fargno – Piazzale di Pintura
Lunghezza: 12 km
Dislivello: 500 m
Tempo di percorrenza: 4 ore

Rifugio del Fargno e Via Lattea

Il Rifugio del Fargno sotto la Via Lattea estiva. © Matteo Mazzoni

Monte Catria

Cambiamo versante e spostiamoci verso Nord. La cima del Monte Catria non è da meno come spettacolo. Dai suoi 1.701 metri di altitudine si può godere di un emozionante tramonto sugli Appennini e l’escursione per arrivare è relativamente semplice. Dalla Sella dell’Infilatoio, dove si possono lasciare le auto, si cammina fino alla croce del Catria e poi si torna indietro dallo stesso sentiero. Questo luogo è molto apprezzato dagli astrofili, non è raro incontrarne alcuni coi loro telescopi alla partenza dell’escursione.

Percorso ad anello: Infilatoio – Rif. Vernosa – Catria
Lunghezza: 5 km
Dislivello: 350 m
Difficoltà: escursionistica

La vetta del Monte Catria e Via Lattea

La croce del Monte Catria sotto la Via Lattea. © Jonathan Giovannini

Monte San Vicino

La zona del San Vicino è altrettanto buia anche se per fare osservazione conviene fermarsi prima della vetta. Le località consigliate sono Pian dell’Elmo o poco più sopra i Prati del San Vicino, da cui parte il sentiero che porta alla cima. Questi due luoghi possono essere raggiunti in auto e, a differenza della vetta, sono meno esposti all’inquinamento luminoso che proviene dalla costa orientale.

Con la sua caratteristica forma trapezoidale questo monte domina la parte centrale delle Marche, eppure non è il monte più alto della Regione arrivando “solo” a 1.479 metri. Salire fino alla vetta è sempre molto bello, il panorama da lassù è indescrivibile e in giorni tersi lo sguardo riesce a giungere dal Gran Sasso fino a San Marino. La salita in vetta, dove si trova la famosa Croce, è breve ma molto ripida: i 300 metri di dislivello si sviluppano in pochi chilometri quindi è consigliato fare brevi ma frequenti soste.

Percorso ad anello: Prati di San Vicino – Monte San Vicino
Lunghezza: 4 km
Dislivello: 300 m circa
Difficoltà: escursionistica
Tempo di percorrenza: 2 ore

Monte San Vicino e Via Lattea

La croce del Monte San Vicino. © Matteo Mazzoni

Lame Rosse

Torniamo nel Parco dei Sibillini, le Lame Rosse sono un luogo fantastico con innumerevoli soprannomi: il Grand Canyon delle Marche, i Camini delle Fate o ancora la Cappadocia delle Marche. Il timing consigliato è quello di arrivare alla Lame Rosse col tramonto, in modo da assistere allo spettacolo del sole che tinge ancor più di rosso questi stupendi affioramenti rocciosi. Per poi fare la via del ritorno illuminati dalle stelle. Il percorso non è da sottovalutare, per quanto tendenzialmente pianeggiante è comunque molto lungo e sono consigliati gli scarponcini. Le macchine si possono lasciare alla Ruffella e da lì seguire il sentiero che si infila nella Gola del Fiastrone.

Percorso ad anello: Ruffella – Diga – Lame Rosse
Lunghezza: 8 km
Dislivello: 250 m
Difficoltà: turistica
Tempo di percorrenza: 4 ore

Lame Rosse e Via Lattea

L’anfiteatro delle Lame Rosse sotto le stelle. © Matteo Mazzoni

Piani di Montelago

Al confine tra Marche ed Umbria si nasconde questa vallata quasi incontaminata che richiama alla mente i ricordi d’infanzia legati al cartone “Alla ricerca della valle incantata”. Il paesaggio è davvero simile una volta che si accede alla vallata nascosta tra le montagne. Ci si potrebbe quasi dimenticare della presenza dell’uomo su questa nostra Terra. Lo stesso vale anche per la notte, indisturbata e tetra. Questo palcoscenico unico regala delle notti veramente buie. Si può parcheggiare l’auto vicino al Ristoro e alla sovrastante chiesa. Poi si può stendere un telo e fermarsi lì o avventurarsi in uno dei numerosi giri ad anello fino a trovare il lago stagionale che dà il nome all’altopiano.

Attenzione! qui siamo a Montelago di Sefro, c’è un altro Montelago vicino a Sassoferrato ma non è la stessa cosa. 😉

Montelago sotto la Via Lattea

La piana di Montelago e un fotografo avventuroso. © Matteo Mazzoni

Strumenti utili per individuare (altri) luoghi bui

Esistono delle mappe dell’inquinamento luminoso su scala mondiale, la più dettagliata è la Light Pollution Map che è molto utile perché si può zoomare sino ad una precisione di 100 metri.

È possibile utilizzare il proprio telefono come misuratore dell’inquinamento luminoso grazie ad alcune app. L’app The Dark Sky Meter utilizza la fotocamera degli iPhone per registrare la luminosità mentre la Loss of the Night sfrutta uno strumento più sensibile, l’occhio umano.

Gli itinerari che hai letto si basano sulla nostra esperienza personale, sono luoghi che abbiamo scoperto un pò alla volta anche grazie al confronto continuo con i fotografi e gli astrofili che frequentano queste zone. Se vuoi partecipare ad una delle nostre prossimi iscrizioni, ISCRIVITI alla newsletter dedicata agli star-trekking.

Scritto da

Alessandra Frontini

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