Il mio primo telescopio

Consigli utili all'acquisto

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Corrado Di Noto è un vero appassionato del cielo. Lo chiamiamo il “dottore dei telescopi” perché trova tubi, lenti, specchi tristi, sporchi ed abbandonati e li riporta in vita dandogli un nuovo scopo!

Abbiamo pensato che nessuno meglio di lui possa dare consigli sull’acquisto di un primo telescopio! Se, invece, il telescopio l’hai già comprato – beato te! – qui trovi la nostra lista dei i 5 oggetti più belli da astro-fotografare. Ma cominciamo con l’intervista, ovviamente con una domanda difficile:

1) Quanti telescopi hai a casa? E soprattutto… quanti ne hai regalati?

Di telescopi, in quasi 20 anni che fotografo ed osservo il cielo, ne ho avuti una quindicina di cui uno regalato, alcuni prestati – diciamo a lunga scadenza – e altri “cannibalizzati” o disalluminati per sperimentare nuovi tipi di configurazioni ottiche.

2) Come ti sei avvicinato a questa passione? Da quanto tempo ti occupi di astronomia?

Mi sono avvicinato all’astronomia da piccolissimo, alla fine degli anni 70: il cielo non era inquinato come lo è oggi e si riuscivano a vedere oggetti fino a magnitudine 5 anche in un cielo suburbano come quello in cui abitavo. Sono nato e cresciuto in un quartiere delle alture di Genova ma riuscivo comunque a veder brillare la costellazione di Orione su uno sfondo completamente nero. Da lì sono rimasto sempre con il naso all’insù!

3) Come hai cominciato a “sporcarti le mani” con i telescopi e le macchine fotografiche?

Quando sono venuto a vivere nelle Marche ero un semplice appassionato di stelle. Quello che sapevo l’avevo imparato studiando su enciclopedie o guardando documentari. Fino a che, un pomeriggio, camminando per i negozi, rimasi assolutamente affascinato da un rifrattore esposto in vetrina con la bella dicitura: TELESCOPIO ASTRONOMICO. Da quel momento mi persuase una voglia incontrollabile di prenderlo e così, senza pensarci troppo, ho messo in vendita la mia prima batteria (sono batterista da sempre) e lo portai a casa per la cifra di 250.000 lire.

Da quella volta iniziò l’era dell’osservazione in visuale di Luna e pianeti. Abitavo davanti ad una raffineria ed il cielo era illuminato a giorno ma ero talmente rapito dall’emozione di poterlo sbirciare che non me ne sono fatto un problema.

4) Tu normalmente invece cosa fai nella vita?

Nella vita ho sempre mandato avanti con mio padre e mio fratello l’azienda di trasporti familiare e nel tempo libero suonavo con varie band. Si può dire che sono una persona comune, a dimostrazione che chiunque abbia davvero una forte passione può studiare e formarsi per fare quello che ama!

5) Facci conoscere qualcosina in più di te: come ti descriveresti in 5 parole?

Pigro, dinamico, solare (per rimanere in tema), curioso e decisamente nevrotico!

6) Cosa serve a chi vorrebbe iniziare ad osservare più da vicino il cielo stellato? Oltre che venire ai nostri eventi ovviamente!

La gioventù di oggi può ritenersi fortunata dato che, ai miei tempi, un telescopio era un’autentica rarità! Al giorno d’oggi il cielo è veramente alla portata di tutti e si trovano ottiche a qualsiasi prezzo, anche molto economiche rispetto a qualche anno fa.

Per avvicinarsi al cielo, però, basta una gran dose di passione. Se posso dare un consiglio, cerca di capire subito se vorrai rimanere sempre con il solo naso all’insù o se vorrai osare con qualche scatto, anche perché ormai con gli smartphone si hanno camere sempre alla portata di click.

7) I telescopi sono tutti uguali?

Assolutamente no!

Ci sono due schemi principali che distinguono le ottiche:

  • Rifrattori – telescopi composti da sole lenti (come il telescopio di Galileo);
  • Riflettori – telescopi che sfruttano una superficie riflettente (una volta si lucidavano degli specchi di rame o di bronzo, successivamente siamo passati ai vetri alluminati).

Il rifrattore non ha ostruzione, di fatto nessun elemento disturba il percorso della luce verso l’oculare ma la lavorazione delle lenti è molto costosa e, aumentando il diametro, i prezzi salgono alle stelle.

Per il riflettore invece il diametro è sempre generoso (dai 15 / 20 cm in su) ed i prezzi molto contenuti; l’unica pecca è che lo specchio secondario provoca un’ombreggiatura nel tubo che di fatto riduce il contrasto e l’effettiva apertura del telescopio. Esistono inoltre altri svariati schemi ottici come il riflettore Newtoniano, il Ritchey-Chrétien o i catadiottrici (con lenti e specchi insieme) come i Maksutov-Cassegrain o i famosissimi Schmidt-Cassegrain, questi ultimi adatti alla realizzazione di foto ad alta risoluzione, dato l’alto rapporto focale.

8) A cosa serve ognuno di loro? Quale consigli a chi vorrebbe comprare il suo primo telescopio?

Innanzitutto consiglierei di non partire con l’acquisto di qualsiasi telescopio se si è completamente digiuni della materia. Ci sono tantissimi osservatori sparsi in tutta Italia, gestiti da astrofili appassionati che vi indirizzeranno nel migliore dei modi! Questo perché non esiste un telescopio perfetto in assoluto: tutto dipende da quello per cui lo si vuole usare.

Ad esempio per le configurazioni ottiche che li caratterizzano, i rifrattori (quelli a lente) non superano quasi mai i 10 cm di diametro. Sono più adatti all’astrofotografia e più sono corretti in termini di lavorazione delle lenti (apocromatici) più il prezzo sale, ma le immagini che si riescono a produrre sono da manuale!

Per l’osservazione in visuale sono ottimi i newtoniani (inventati da Isaac Newton). Hanno un diametro grande – dai 10 fino ai 30/40 cm – sono economici ma, d’altro canto, risultano decisamente ingombranti: un buon tubo ottico arriva ad essere alto quasi come una persona.

Una buona alternativa, per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, è lo schema catadiottrico ovvero gli Schmidt-Cassegrain o i Maksutov-Cassegrain, tubi molto compatti e con focali riducibili al punto da diventare dei tuttofare. Buoni sia per la ripresa in alta risoluzione, data la possibilità di lavorare con focale lunga, sia per la fotografia riducendo la focale ed aumentando la luminosità. L’unico difetto di tutti i telescopi con la lente frontale è che, in presenza di umidità, le lenti si appannano in pochissimo tempo.

Per gli astrofotografi più esigenti, esistono configurazioni ottiche ancora più all’avanguardia come i Dall-Kircam o i famosissimi Ritchey-Chrétien. Ottiche di questo tipo ormai sono usate in quasi tutti i telescopi professionali, dato che non hanno bisogno di correttori ma risultano praticamente degli astrografi per fotoricerca.

9) È vero che è un hobby troppo costoso e che solo chi ha tanti soldi può praticare?

Forse fino a qualche anno fa era più difficile economicamente sostenere questo tipo di passione ma ormai il telescopio è veramente alla portata di tutti!

10) Cos’è che ti fa continuare ancora oggi dopo tanto tempo?

Lo stimolo che mi fa continuare a fare foto ancora oggi è che non si finisce mai di imparare! Ancora adesso ho le stesse sensazioni dell’inizio: si fanno tanti errori ma appena si impara a rimediarli, le soddisfazioni sono tante.

11) E invece qualche consiglio per chi vorrebbe fare qualche foto?

Un consiglio per chi vuole iniziare è di prender su una reflex ed un astroinseguitore e poi l’appetito vien mangiando. L’importante è sperimentare tanto e non perdersi d’animo. Gli errori sono una parte fondamentale del processo!

12) Cos’è un astroinseguitore? È fondamentale per chi vuole fare astrofotografia?

L’astroinseguitore è uno strumento in grado di compensare la rotazione terrestre, permette di fotografare stelle puntiformi anche con pose a tempi elevati. È fondamentale appunto per chi vuole fare foto con pose lunghe: con uno scatto semplice da 1 secondo la stella impressa verrà abbastanza puntiforme ma con pose già da 10/15 secondi si inizierà a vedere il movimento. In questo caso si è obbligati ad averne uno (ovviamente il tutto rapportato alla focale dell’obiettivo che si usa).

13) Cosa ci dici su come pulire un telescopio e sulla sua manutenzione?

La manutenzione di un telescopio non richiede assolutamente nessuna accortezza per quanto riguarda la meccanica. Diverso è il discorso per le ottiche: nel caso in cui si dovessero impolverare, basta usare un qualsiasi kit per pulizia, evitando in tutti i modi di graffiare le lenti.

Per gli specchi, invece, il gioco è più semplice: io di solito smonto lo specchio, lo metto sotto l’acqua tiepida del rubinetto e lo insapono con uno shampoo per capelli molto delicato. Risciacquo abbondantemente con acqua distillata e vi assicuro che torna come nuovo!

14) Visto che ci sono, approfitto per una domanda da un milione di dollari che potrebbe farmi molto comodo: cosa consigli a chi – qualcuno a caso – ha già dimestichezza con i telescopi e ne vorrebbe uno per sé con cui esplorare il cielo profondo ma che sia anche in grado di mostrare dei bei pianeti? Il tutto ovviamente con un telescopio pratico e maneggevole a prezzi accettabili!

La soluzione in realtà è semplice! Consiglio un telescopio newtoniano in configurazione Dobson. Io con un po’ di fortuna ne ho trovato un f4.5 da 40 cm a soli 950 euro e vedo galassie che prima non vedevo!

Ringrazio tantissimo Corrado per questa intervista e per tutto quello che ha scelto di condividere con noi. Qualcuno di questi argomenti ti ha incuriosito e vorresti approfondire? Saremmo felicissime di approfittare ancora della disponibilità di Corrado e, perché no, chiedergli di rispondere ancora alle nostre domande! Faccelo sapere commentando questo articolo o scrivendoci in privato sulla nostra pagina facebook: fatti sotto!

Astro-fotografia della Galassia Girandola (nota anche come M 101, o NGC 5457): una galassia a spirale nella costellazione dell'Orsa Maggiore.

Galassia Girandola (nota anche come M 101, o NGC 5457). Foto di Corrado Di Noto

Scritto da

Serena Schiaffi

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